CRONACA: Roma – E’ di omicidio, la tesi piu’ accreditata per quanto riguarda la morte della transessuale Brenda, trovata senza vita nella propria abitazione a Roma, ieri mattina. E’ la prima conclusione degli inquirenti romani, dopo aver eseguito i primi accertamenti sul luogo della morte della transessuale. C’e’ comunque ancora molto riserbo a riguardo anche se e’ emerso come le piste del suicidio e quella dell’incidente, prese in considerazione, abbiano progressivamente perso consistenza. Brenda era coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni di Piero Marrazzo ed era stato ascoltato come testimone, nell’ambito dell’ inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell’ex governatore. Intanto nell’abitazione della vittima, situata al piano ammezzato di un palazzo con ingresso in comune con altri appartamenti, sono state trovate, a poca distanza dal corpo, tracce di liquido infiammabile. Inoltre il pc di Brenda sarebbe stato trovato nel lavandino, bagnato come se fosse stato immerso in acqua. Cio’ farebbe pensare a un gesto volontario, eseguito allo scopo di rendere il pc inutilizzabile. La stessa Brenda a tal proposito, aveva infatti parlato, nel corso dell’interrogatorio dei primi di novembre, di un ’secondo video’ dei ricatti. Sosteneva di custodirlo nel pc ma di averlo distrutto per paura. Verranno effettuati accertamenti sui file contenuti sull’hard disk, per stabilire se siano recuperabili.Il corpo non presentava segni di violenza e si ritiene che possa essere morta per soffocamento da fumo. Pare infatti che il corpo non sia carbonizzato, bensi’ coperto da fuliggine. L’appartamento della vittima, nonche’ scena del crimine, e’ costituito da un unico ambiente con una finestra, angolo cottura, un letto, un bagnetto. Gli investigatori della squadra mobile hanno parlato di uno scenario ‘complesso’ e che si attendono ulteriori passi avanti, dagli esami tecnici sul materiale sequestrato e dall’autopsia sul corpo della transessuale. Non c’erano cioe’, come spiegato dagli investigatori, elementi che inequivocabilmente diano una semplice chiave di lettura.Sono state inoltre ricostruite le ultime ore di vita di Brenda, il cui vero nome era Wendell Mendes Paes ed era nato in Brasile il 28 novembre 1977, fino alle ore 2.30 quando, dopo essersi prostituita per strada nella zona del bowling, e’ stata riaccompagnata a casa da sola, in taxi. Rimane dunque un buco di meno di due ore ancora da ricostruire, dalle 2:30 fino alle 4:33, ora di arrivo dei vigili del fuoco sul posto. Brenda non era tutelata da alcun sistema di protezione testimoniale, era dunque una testimone non protetta.
