ULTIME NOTIZIE: Varese Carla Molinari, l’82enne assassinata e mutilata delle mani il 5 novembre a Cocquio Trevisago, provincia di Varese, avrebbe fatto testamento la settimana prossima. E’ quanto e’ emerso dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. La signora Molinari aveva confidato di aver preso un appuntamento col notaio per sistemare le pratiche sui suoi beni, circa 500mila euro, per poi ritirarsi in una casa di riposo. Molti suoi beni sarebbero andati in beneficienza. Piercosma Turuani Porretti, un imprenditore pubblicitario amico stretto amico della vittima, ha rivelato i dettagli del testamento. ‘Si’, e’ vero, Carla voleva fare testamento, era andata con mia mamma da un notaio della zona un mese fa, ne avevano parlato spesso, era da circa un anno che stava meditando questo passo’, ha raccontato l’imprenditore. Secondo Turuani Porretti, Carla Molinari ‘voleva dare una parte della sua eredita’ alla chiesa e agli orfanelli, anche se non so dire in che quantita’. Una parte l’avrebbe data ad alcuni parenti ma non tutto, diceva che si trattava di persone gia’ benestanti. Una parte vole and shy;va invece lasciarla alla Chiesa. Mi sembra volesse anche desti and shy;nare un campo che possedeva a Caldana, una frazione di mon and shy;tagna, alla signora che per tan and shy;ti anni le aveva tenuto le chiavi di casa, a cui era davvero rico and shy;noscente e a cui era fortemen and shy;te legata’.L’uomo racconta di definirsi per lei ‘come un figlio’, mentre sua madre Teresina ‘per lei era come una sorella, erano legatissime’. ‘Mia madre tempo fa le aveva regalato una sua fede di matrimonio. Mi ricordo che Carla le fece notare quanto era bello, allora mia madre se la sfilo’, e le disse di prenderla. Adesso non si trova piu’, perche’ Carla ce l’aveva sempre al dito’. Al momento pero’ non sembra che il testamento abbia molta rilevanza ai fini investigativi, cosi’ come il fatto che il giorno prima di essere uccisa si fosse recata con la sua amica a visitare una casa di riposo a Varese. Un dato di fatto e’ che la vittima voleva probabilmente ‘mettere a posto’ i suoi affari. Il patrimonio della vittima era valutato attorno al mezzo milione di euro mettendo insieme la villetta, i soldi investiti tramite banca, tre aree boschive, il prato sul retro della casa attraverso il quale sarebbe fuggito il ‘mostro’.
